Bonus casa 2026: quanto ti torna indietro davvero?
Se ristrutturi casa nel 2026 lo Stato ti restituisce dal 36% al 50% di quello che spendi. Rispondi a tre domande e vedi la tua cifra, senza sigle e senza burocratese. Dal 2027 le percentuali scendono: chi paga entro dicembre blocca quella più alta.
Le domande che si fanno tutti
Quanto spetta esattamente nel 2026?
Il 50% se i lavori sono sulla casa in cui abiti e ne sei proprietario, il 36% in tutti gli altri casi (seconde case, immobili affittati, se sei tu l'inquilino). Il tetto di spesa è di 96.000 € per unità immobiliare: sopra quella cifra non spetta più niente.
Quando arrivano i soldi?
Non arrivano: si scalano dalle tasse, in dieci rate uguali, una all'anno per dieci anni, con la dichiarazione dei redditi. Se recuperi 20.000 €, sono 2.000 € l'anno per dieci anni. Ecco perché conta quanta IRPEF paghi: se ne paghi meno della rata, la differenza si perde per sempre.
Qual è l'errore che fa perdere il bonus?
Il bonifico parlante. Non basta pagare con bonifico normale: serve quello con la causale che cita la legge, il tuo codice fiscale e la partita IVA dell'impresa. Le banche hanno un modulo apposta. Chi paga in contanti, con assegno o con bonifico ordinario perde tutta la detrazione, e non c'è modo di rimediare dopo.
Perché conviene fare i lavori nel 2026 e non nel 2027?
Dal 1° gennaio 2027 le percentuali scendono al 36% per l'abitazione principale e al 30% per gli altri immobili. Su 40.000 € di lavori sulla prima casa, sono circa 5.600 € di differenza. Quello che conta è la data del pagamento, non quella dei lavori.
La caldaia a gas rientra ancora?
Solo in parte. Dal 2025 la caldaia a gas a condensazione da sola non rientra più nell'Ecobonus. Rientra nel bonus ristrutturazione se l'intervento è manutenzione straordinaria, oppure se la abbini a una pompa di calore in un sistema ibrido.
Posso avere il bonus mobili?
Sì, ma solo se stai già ristrutturando quello stesso immobile e i lavori sono iniziati prima di comprare i mobili. È il 50% su un massimo di 5.000 €, quindi fino a 2.500 € di recupero, sempre in dieci rate.